Storia, Arte, Cultura e ambiente: quattro aspetti nei quali e' racchiuso il fascino di Camerata Cornello. Un fascino discreto, non appariscente, che richiede assai di piu' di un semplice sguardo distratto e superficiale, ma che esige attenzione, costanza e piena disponibilita'. Il paese non ha da offrire complesse e moderne strutture ricettive, non mette in campo apparati di
grande richiamo, ma affida la sua offerta turistica a valori piu' solidi e collaudati dal tempo e si rivolge a una categoria di visitatori che ama
soffermarsi sui particolari e assaporare le atmosfere sobrie ed evocative, siano esse di storici edifici del Cornello, o le semplici, ma suggestive
chiesette di montagna o le tortuose stradette delle varie frazioni che costellano il territorio comunale o le serene passeggiate tra verde, acqua
e cielo. Semplicita' e genuinita' che si incontrano anche nella cucina tradizionale e nelle opportunita' che sono offerte agli appassionati di
sport canoa, trekking, montain bike, equitazione, pesca, tutti a stretto contatto con la natura.
Trekking
tra storia e natura
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Le ampie distese di prati e boschi, sovrastati dalle multiformi guglie del Cancervo e del Venturosa, sono la
meta ideale per gli amanti del trekking all'aria aperta e delle escursioni verso quote non troppo elevate e percorsi montani non eccessivamente impegnativi. Da qualche tempo tutte le contrade di Camerata Cornello sono servite da comode strade carrozzabili, ma cio' non ha eliminato, anzi ha accresciuto il gusto per le lunghe camminate per sentieri e mulattiere alla scoperta di angoli remoti e tranquilli, dove il tempo sembra essersi fermato e dove gli incontri sempre piu' rari con la gente del posto diventano occasione per lunghe chiacchierate sui temi del vivere e dello scorrere del tempo.
Gli itinerari sono ben tenuti e abbastanza frequentati, per cui possono essere seguiti da chiunque, senza particolari difficolta'.
Dal
Cornello alla casa Arlecchino lungo la "Via Mercatorum"
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La Via Mercatorum era la principale starda della Valle Brembana prima della costruzione della Priula. Da Bergamo risaliva la Valle Seriana, toccava Selvino, Serina e Dossena per poi scendere a San Giovanni Bianco da dove proseguiva verso l'alta Valle e il Passo di San Marco, passando per Oneta e il Cornello. Il tratto che unisce queste due localita' e' ancora ben conservato ed e' meta di tranquille passeggiate. Il percorso si compie in mezora e consente di ammirare, oltre al Cornello, la famosa "casa di Arlecchino" di Oneta, un edificio signorile di epoca quattrocentesca che, secondo la tradizione, fu la dimora di Alberto Ganassa, il primo interprete della popolare maschera bergamasca. Lungo il tragitto si attraversano prati, boschi e vallette e si incontra la contrada di Piazzalina con il suggetivo oratorio di Sant'Anna, la cui facciata e' abbellita da un affresco.
Verso
le antiche dimore dei Tasso
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Un bell'itinerario e' quello che
si snoda lungo le contrade nelle quali e' documentata la presenza di antiche
abitazioni dei Tasso. Dal Cornello si sale ai Tassi, quindi al Bretto,
con le sue antiche case, ancora segnate dagli stemmi dei mastri di posta,
la chiesetta che appartenne a questa famiglia e, nella valle, i resti dell'antico
mulino che per secoli macino' le granaglie dei contadini della zona. Si
prosegue poi verso la Voltola, dove si incontra la mulattiera che giunge
da Camerata, e quindi verso i Garzani, e la Brembella, contrada adagiata
in faccia al sole, ai piedi del Cancervo.
Un
Giro tra le Contrade Alte
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Dalla Brembella una mulattiera assai
comoda porta ai Lavaggi e al roccolo di Buffalora e quindi ai vasti prati
della Ca' Bianca, dei Piazzeri e della Torre, residuo di un'antica fortezza
posta in posizione dominante. Dopo un altro breve e comodo tratto che si
snoda alle falde del Venturosa, si entra nel fitto bosco della Lunga e
si incontrano i gorghi spumeggianti della Val Secca. E poi l'Era e Cespedosio,
gli antichi borghi contadini dove si respira un'aria di altri tempi, e
piu' su, verso gli alpeggi del Campo, dei Campelli, del Pra' del Monte
e la Baita Maffenoli. Dovunque silenzio ed ampi panorami sul fondovalle.
Nel
verde della Val Secca
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A dispetto
del suo nome, la Val Secca e' un ambiente caratterizzato da una
fitta vegetazione, con prevalenza di faggi e carpini, e dalla presenza
di un impetuoso torrente che da' origine a tante suggetive cascatelle.
L'itinerario prende il via da Camerata Centro e prosegue verso Bruga
e poi si inoltra nella Val Secca. Superato il torrente su un bel
ponticello romanico in pietra, la mulattiera si inerpica verso le Baite
di Rocagello, per poi biforcarsi in due direzioni: verso le contrade
Era
e Cespedosio.
Alla
scoperta delle Contrade Basse
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Un altro itinerario
di interesse naturalistico tocca le contrade basse partendo da Camerata
Centro. Raggiunta la
Costa, si segue un agevole sentiero che
si inoltra nel bosco fino al minuscolo nuccleo di Cornalita. Da
qui si scende a Darco, un gruppo di case dal sapore antico che sorge al
centro di un verde e soleggiato pianoro. Poi il percorso si divide in due
direzioni: verso sinistra, seguendo un tratto della "Via Mercatorum", si
scende alla Baracca e alla zona della Goggia, mentre verso
destra si arriva alla Fornace e alla chiesetta del Santo,
presso Orbrembo.
Escursioni
al Cancervo e al Venturosa
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Chi predilige
le escursioni in montagna ha l'opportunita' di esplorare gli ampi e variegati
scenari del Cancervo e del Venturosa. L'itinerario piu' comune piuttosto
agevole e alla portata di tutti e' quello che si distacca dalla carrozzabile
Brembella
/Cespedosio all'altezza del Roccolo di Boffalora, oppure un
paio di chilometri piu' avanti, nei prati della Ca' Bianca. Percorrendo
una comoda mulattiera ancora ben conservata, si giunge in mezz'ora ai pascoli
della Vecchia, dopo i quali la salita diventa piu' impegantiva e si snoda
in una serie di tornantini fino al Passo del Grialeggio (m. 1707).
Da qui la scelta dell'escursionista puo' essere diversificata: proseguendo
sulla destra si sale alla vetta del Venturosa (m. 1999) da dove si puo'
ammirare il piu' completo panorama sui paesi dell'alta Valle Brembana,
sulla catena delle Orobie e , nelle giornate piu' limpide sulle vette delle
Alpi. Seguendo il sentiero pianeggiante che si snoda sulla sinistra, si
arriva invece alle Baite del Cancervo. Dal Grialeggio
e'
inoltre possibile dirigersi verso il Passo Baciamorti, per imboccare il
sentiero delle Orobie Occidentali. Una variante piu' breve, ma assai ripida
e' quella che sale al Cancervo partendo dal Piazzo, sopra la Brembella
e seguendo il Canalino dei Sassi. Ogni percorso riserva piacevoli sorprese,
oltre che per il panorama, per la peculiarita' dell'ambiente di natura
calcareo dolomitica che favorisce la fioritura di specie floristiche rare
e talvolta endemiche e per la facilita' con cui ci si imbatte in qualche
esemplare di fauna selvatica: camosci, caprioli, coturnici, galli forcelli
e perfino l'aquila reale, ricomparsa sulle nostre montagne da qualche anno. |