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Alle 6:30 siamo alla diga di Fregabolgia (grazie Ugo) e ci dirigiamo sci in spalla verso il rifugio Calvi. Qui infiliamo gli scarponi e prendiamo il sentiero in direzione dei Diavoli. Il paesaggio è tutto imbiancato, sembra di essere a novembre quando vengono le prime nevicate. Il meteo è ottimo ma la temperatura è decisamente bassa e soffia un vento gelido. La nuova neve ci permette di calzare gli sci alcune centinaia di metri prima. A 2200/ 2300 ne ha messa giù almeno 15-20 cm. Ci portiamo agevolmente fino sopra l'attacco della normale dove togliamo gli sci e infiliamo i ramponi..........


Questa volta per la salita sulla strada per il Calvi scegliamo la navetta, l'idea dell'ennesima scarpinata con sci e scarponi nello zaino ci ha fatto cadere il morale. Alle 6:45 siamo al bivio per il sentiero 101 e ci dirigiamo, sci nello zaino, in direzione del lago dei Frati. Da qui puntiamo diritti al passo d'Aviasco. Poi un lungo traverso fin sotto la cima del Farno e con un ultimo sforzo raggiungiamo la cima alle 9:45 circa......


A distanza circa di un anno, ripetiamo questo interessante giro, anche se oggi conveniva quasi restare a casa, ma si sa almeno una volta a settimana dobbiamo timbrare il cartellino. L'umidità e la pioggia di questi giorni hanno inzuppato la neve all'inverosimile. Senza sci si sprofonda oltre le ginocchia e sciare è un'impresa. Il tempo poi ci ha messo del suo ma nuvole basse e qualche nevicata non ci hanno scoraggiato. Il giro che abbiamo fatto è stato comunque appagante toccando luoghi lontani dai normali percorsi conosciuti......


In questo we di caldo anomalo decidiamo di andare in zona Calvi. Solitamente queste zone andrebbero frequentate un po più in la ma questa finestra di estate anticipata ha già fatto scaricare (pure troppo) tanta neve dai pendii più ripidi. Alle 7:30 partiamo sci in spalla dal tornante di Carona e prima di arrivare a Prato del Lago usciamo dal sentiero sulla destra attraversando il ponticello che porta sull'altro versante della valle. Si sale ravanando un po nel bosco, il caldo e la quota non proprio elevata si fanno sentire sulla neve, fino a sbucare nel pianoro della baita Cabianca. Da qui si incrocia in breve il sentiero 213 che arriva dal rifugio Laghi Gemelli e porta al Rifugio Calvi. Questo sentiero è parte del 101 (Sentiero delle Orobie Orientali).........


Bella e indimenticabile questa giornata in compagnia degli amici Nadia, Fabio, Ivan e Sergio…baciati dal sole e fortunati per aver trovato un’ottima neve. L‘escursione scialpinistica in Valrossa è considerata giustamente tra le più interessanti della nostra valle , risalire gli ultimi cinquecento m. di dislivello, dal Lago dei Frati al Monte Valrossa per un apprendista scialpinista come me è una soddistazione e poi… la discesa in quel lungo canalone è stato un vero spasso.......


Pronti via, l'indomani mattina siamo i primi due clienti a collaudare il servizio. In c.ca 30' siamo sotto la diga di Fregabolgia. Ci dirigiamo al rifugio Calvi e poi verso la conca direzione Madonnino. Qui sfruttando una lingua di neve, mettiamo gli sci e piegando verso dx ci portiamo sotto la valle che scende a dx del Madonnino, la risaliamo e lasciamo gli sci in cima alla selletta (da dove scendono gli atleti del Parravicini dopo la salita al Madonnino). Saliamo in vetta, foto di rito, e poi giù al Lago dei Curiosi. Qui ripelliamo e saliamo all'omonima 'Tacca'. Sci in spalla e percorriamo la cresta che ci porterà alla cima del Cabianca. Scendiamo verso il Valrossa dove rimettiamo gli sci e saliremo al passo. Infine splendida (e non potrebbe essere altrimenti) discesa finale nella Valrossa fino a poco prima del Lago dei Frati.....


Siamo al rifugio Calvi alle 7:30 c.ca ma è ancora chiuso e la pausa caffè salta. Proseguiamo diritti verso la meta e dopo il lago rotondo possiamo finalmente calzare gli sci. Ancora un paio di togli-metti e poi via fino a sopra l'attacco della normale. La nevicata nuova ci permette di salire oltre l'inizio della via di un centinaio di metri. Togliamo gli sci e prendiamo ramponi e picozza. I primi metri sono traumatici, la neve fresca non ci facilita certo l'ascesa e ad ogni passo sprofondiamo fin sopra le ginocchia....


Armati di buona volonta', stamane alle 5.30 i tre dell'Ave Maria (io, Antonio e claudiosky) partono da Carona alla volta del Cabianca e della Valrossa, tutto sci in spalla in quanto quest'anno non e' piu' possibile ottenere il permesso di transito sulla strada per il Calvi nemmeno con i fuoristrada.. Gran bel giro che anche stavolta ci lascia pienamente ripagati nonostante il "portage" non indifferente, ma la fantastica qualita' della neve e il meteo che ci risparmia in extremis (a parte una bella lavata al ritorno a cinque minuti dalla macchina..) ci fan dire a fine gita che ancora una volta ne e' valsa veramente la pena!..


La giornata sembrava promettere bene, ma man mano ci avvicinavamo alle cime le nuvole aumentavano. Verso le 8:30/9:00 le cime che fanno da confine con la ValSeriana (Diavoli, Cabianca, Valrossa, Pradella e Farno) erano avvolte in una spessa coltre di nubi. L'idea iniziale era infatti di salire al Farno, ma con la visibilità ridotta ci siamo fermati in prossimità del M.te Aviasco, dove comincia il traverso che porta sotto la cima del Farno. Siamo quindi scesi sopra il Lago Colombo e abbiamo risalito il canale che porta al colletto tra il Pizzo del Becco e i Corni di Sardegnana sopra il Vallone.


Martedi 13 Aprile opto per la classicissima salita al Cabianca con discesa dalla Valrossa. Due dita di neve fresca sopra i consolidati strati di rigelo hanno reso la scialpinistica molto divertente, anche se l'arrivo di copertura nuvolosa e qualche nebbia dalle 10.00 hanno un po rovinato la festa. Attraversata la diga del Fregabolgia punto al Cabianca..


Partiamo da Carona alle 8:30 dopo la tanto attesa nevicata del 5 febbraio. Non fa freddo, e la neve a 1100 mt sta già 'marcendo'. Ci avviamo sulla carrozzabile sfruttando la traccia che ha già fatto un ciaspolatore e alcuni scialpinisti saliti al Cabianca. Poco dopo la serie di tornanti, dopo la cascata della Val Sambuzza, siamo scesi al Brembo per attraversarlo e andare sull'altro versante. Da adesso ci tocca battere a noi la traccia. Ci sono circa 30/40 cm di neve fresca ma pesante e strappare fuori gli sci ad ogni passo è una fatica enorme. Risalendo il bosco di abeti, ci siamo uniti al sentiero delle Orobie che proviene dal Lago di Sardegnana...


Lasciato il 4x4 alla Diga di Fregabolgia, siamo saliti per il ripido canalone del Cabianca. Poi, anziche' puntare direttamente al passo di Valrossa, siamo scesi per qualche centinaio di metri nella valle che da' verso il Pradella per poi salire al suddetto passo. Da li' ci siamo fiondati in una bellissima discesa lungo la Valrossa ancora tutta innevata fin poche decine di metri sopra il Lago dei Frati. Abbiamo poi ripercorso tutto l'itinerario al contrario, scendendo con gli sci il sempre piu' ripido canalone del Cabianca (50° abbondanti... per via del sempre piu' scarso innevamento in prossimita' del collo di bottiglia..)...


In salita riesco ancora a depositare gli sci appena sotto l'evidente bastionata sulle pendici alte che portano in cima al Diavolo a quota 2700 poco sopra la Bocchetta di Podavit, poi da li' e' tutta roccia anche per la Via Normale, a parte l'ultima tratto in cresta dove e' ancora quasi tutta neve abbastanza affilata....la piccozza e' stata indispensabile come sicurezza...Incontrate altre due persone a piedi che hanno salito la cresta Baroni, quella ormai tutta pulita...poi sono scese per la Normale anch'esse munite di piccozza...


Condizioni neve: compatta da nevaio estivo, quindi ben sciabile a qualsiasi ora della giornata... Altezza neve: si parte ancora sci ai piedi dalla base della Val dei Frati (poco sopra la Baita Cabianca), poi neve continua per tutto il giro, a parte un brevissimo tratto di terra (30 metri) all'inizio della salita per il M. Valrossa appena superato il Lago d'Aviasco. L'ultimo tratto di salita al M. Pradella e' ora su roccette e terra, e' comunque da fare a piedi anche in caso di innevamento fino alla cima....


Partecipanti: Skiador, incontrato Inook in partenza dal Lago del Diavolo (lui era partito da Carona, senza sci of course...), fatte salita e discesa con lui. Ci siamo fermati poi a mangiare al Longo. Incontrati anche altri ragazzi giovani e "leggermente" meno giovani in cima all'Aga.... d'accordo che posteremo anche le loro foto, i due piu' giovani ci hanno promesso che si iscriveranno al forum, almeno uno di loro in rappresentanza anche dell'altro, vero??? Lascio a Inook commenti sui due "leggermente" meno giovani, io comincio a stracomplimentarmi con loro per le imprese (questa e' la parola giusta) che, con estrema modestia, incalzati dalle nostre domande, ci hanno raccontato di fare, delle uscite incredibilmente lunghe e anche piuttosto impegnative, tra cui quella lunghissima di oggi: partendo da Carona, passando per la Val Sambuzza, concatenamento Masoni, Cigola, Monte Aga - per la cresta NW, non la normale......


Partecipanti: Skiador, questa volta in solitaria... deciso di effettuarla grazie alla dritta di Daniele che e' sceso dal pendio appena a Ovest del canalino il giorno prima, come da suo reportage qui. Lunghezza: circa 8 Km A/R - Dislivello in salita: dal Rifugio Calvi sono 750m (in discesa sci ai piedi: 550m), tenendo conto anche della breve discesa e relativa risalita appena partiti dal Calvi sotto il Lago Rotondo. Son salito fino in prossimita' del rifugio in 4x4 con permesso rilasciato dal comune di Carona (giornaliero: 8 euro, stagionale: 50 euro). Quota partenza: 2035m (quota partenza neve in salita: 2250m; in discesa: 2140m, grazie alla presenza in basso di un'ultima lingua..) Quota arrivo: 2690m (al colletto poco sotto la cima del Poris)...


Chi l'avrebbe mai detto che da noi il 21 giugno, giorno di inizio estate si sarebbe ancora riuscito a sciare sulle nostre fantastiche montagne? Oggi in compagnia di Annamaria e Marco con partenza dalla diga Fregabolgia siamo andati a sul Madonnino salendo dal canale Nord e poi sul Cabianca passando per la cresta. Gita fantastica pure per le due discese con neve abbastanza buona......


Partecipanti: Skiador e Marco, lo storico socio scialpinista (registrati al forum... dai!), e' lui che mi ha iniziato parecchi anni fa allo scialpinismo... e' tutta colpa sua... Lunghezza: circa 9 Km A/R (forse qualcosina meno, la mia antenna GPS ha fatto le bizze.. ci voleva quella di claudiosky....) dalla diga di Fregabolgia appena sotto il Rifugio Calvi (di cui pochissime centinaia di metri con gli sci sullo zaino.... praticamente solo l'iniziale attraversamento della diga di Fregabolgia!) Dislivello in salita: 700m circa...


Canalone e, sulla sua sinistra, la cima del Cabianca visti dalla diga di Fregabolgia... In cima... il tempo e' in deciso peggioramento, occhiata a sud verso la catena del Monte Pradella, Monte Aviasco e Pizzo Farno (da sx a dx) ...e zoommando sul lato opposto verso il Diavolo e Diavolino, finalmente la discesa nel lungo e ripido canalone....neve leggermente molle in superficie, sotto dura....quindi sciabilissima, me la son goduta sul serio... Tra alcuni escursionisti che arrivano da Valgoglio in Val Seriana e che mi guardano dalla bocchetta in alto, c'e' anche un fotografo che scatta a tutto spiano...e che ringrazio infinitamente per avermi inviato con una tempestivita' incredibile le foto piu' significative.


Di seguito la traccia GPS (grazie claudiosky). Il giro e' stato effettuato in senso orario. Si noti poi che tra il lago Colombo e la bocchetta dei Corni di Sardegnana in realta' abbiamo fatto una "S" molto piu' lunga rispetto alla linea retta che si vede dovuta allo spegnimento temporaneo del cellulare di claudiosky usato come tracciatore (..il cellulare...non claudiosky....!)...