Sabato 12 Marzo 2016
Ore 9.30 S. Messa

Ore 16.00 Solenne S. Messa presieduta da Don Diego Ongaro prevosto di San Giovanni, esposizione della Sacra Spina.

Ore 18.00 S.Messa presieduita da Mons. Maurizio Malvestiti vescovo di Lodi.

Ore 20.30 Concerto del Corpo Bandistico “Cav. G. Ghilardi”di S. Giovanni Bianco

Ore 21.30 Grande Spettacolo Pirotecnico, ditta Harmonia Mundi Fireworks di Treviglio - Illuminazione caratteristica del paese e Fiera di S. Spina
Domenica 13 Marzo 2016
Ore 7.00 S. Messa - 8.00 S. Messa – 9.00 S. Messa

Ore 10.30 Solenne Celebrazione presieduta dal Cardinale Dionigi Tettamanzi arcivescovo di Milano

Ore 15.00 Solenne Processione con la Reliquia della S. Spina presieduta da Cardinale Dionigi Tettamanzi arcivescovo di Milano

Ore 18.00 Solenne Pontificale presieduto da Padre Giordano Rota abate del Monastero Benedettino di Pontida.




Cenni Storici della Sacra Spina: Nella piazza principale, l'antica piazza del mercato di San Giovanni Bianco si erge il monumento eretto in favore di Vistallo Zignoni (nato in paese), valorosissimo ed audace guerriero che nel 1495 durante la battaglia di Fornovo sul Taro sottrasse ad un segretario di Carlo VIII , re di Francia e dono' al paese una Spina della Corona di Gesu'. La Sacra Spina dopo essere stata anche a Parigi si trova tutt'ora conservata e venerata nella Parrocchiale dedicata a San Giovanni Evangelista, dove ritroviamo tracce dell'episodio nei dipinti di Antonio Morali.

La Sacra Reliquia e' quindi da tempo segno di una profonda devozione popolare che dura tutt'ora e che vede coinvolta oltre alla popolazione di San Giovanni Bianco tutta la popolazione vallare che partecipa alla festa celebrata nella Domenica di Passione che precede di 15 giorni la Pasqua. A questa festa di carattere religioso si affianca immancabile e benvenuta la sagra paesana in cui sopravvivono ritualita' pagane, come l'annunciare della primavera e quindi del risveglio della natura. Cosi' la notte della vigilia si illumina di caratteristici falo' , mentre le case del paese sono disegnate dallo sfavillio ardente dei lumini che danno un piacevole brivido lungo la schiena.... Si finisce con gli immancabili fuochi d'artificio che richiamano migliaia di persone in cerca di emozioni, divertimento e tradizioni.

Secondo la tradizione ogni Venerdì Santo la Sacra Spina produceva fiori miracolosi, finche' ad interrompere il prodigio venne nel 1598 il sacrilego furto da parte di un ex filatore ed ex galeotto del paese, tal Bernardo Archaino. La reliquia fu ben presto ritrovata, ma da allora il miracolo non ebbe piu' luogo. Cio' non impedì che il culto della reliquia divenisse quello piu' sentito dell'intera Valle Brembana. Ed dopo oltre 3 secoli torno' anche la fioritura miracolosa. Parliamo di quanto avvenuto nella notte del 27 Marzo 1932, una data impressa a fuoco nella storia di San Giovanni Bianco e delle migliaia di fedeli della Sacra Spina.

Ed eccoci dunque alla notte del 27 Marzo 1932. L'attesa era grandissima gia' da alcuni giorni perche' si sapeva che le Sacre Spine conservate in altre chiese Italiane, come ad Andria e a Napoli, davano luogo a manifestazioni prodigiose ogni qual volta il Venerdì Santo coincideva con il 25 Marzo. Com'era il caso di quell'anno . Da mesi i fedeli di San Giovanni Bianco si preparavano all'evento con veglie, preghiere, digiuni e penitenze. Secondo la tradizione ogni Venerdì Santo la Sacra Spina produceva fiori miracolosi, finche' ad interrompere il prodigio venne nel 1598 il sacrilego furto da parte di un ex filatore ed ex galeotto del paese, tal Bernardo Archaino. La reliquia fu ben presto ritrovata, ma da allora il miracolo non ebbe piu' luogo.Cio' non impedì che il culto della reliquia divenisse quello piu' sentito dell'intera Valle Brembana. Ed dopo oltre 3 secoli torno' anche la fioritura miracolosa. Parliamo di quanto avvenuto nella notte del 27 Marzo 1932, una data impressa a fuoco nella storia di San Giovanni Bianco e delle migliaia di fedeli della Sacra Spina.
La reliquia della Sacra Spina
Mons. Bernareggi e la commissione di periti incaricata
di esaminare la reliquia della Sacra Spina
Mons. Bernareggi e la commissione di periti incaricata di esaminare la reliquia della Sacra Spina
Verso le 16.00 alla presenza di sessanta persone la reliquia viene estratta dalla campana di vetro e deposta su un tavolo della secrestia. La commissione la esamina attentamente e compila un verbale di constatazione da cui risulta pero' che la Sacra Spina non presenta alcun fenomeno particolare rispetto al suo stato normale. Dopo la perizia, la reliquia viene quindi ricollocata al suo posto. La delusione nella folla che gemiva tutto il centro di San Giovanni Bianco fu grande. Ma non per questo cessarono le preghiere e le adorazioni pubbliche diurne e notturne. Il giorno di Pasqua alle ore 14.30 la reliquia  viene esposta sull'altare ed e' un fiume ininterrotto di folla quello che vi sfila davanti. Verso le 23.00 il parroco Don Davide Brigenti nota nella Santa Spina qualcosa di strano ma, spossato dalla fatica, decide di ritirarsi. Viene quindi chiamato il medico comunale, dottor Paolo Bianchi, membro della commissione tecnica, il quale rileva sulla reliquia "una macchia rossa sanguigna, viva ed umida che tendeva a dilatarsi visibilmente in alto, visibile ad occhio nudo ad un metro di distanza". Il Coadiutore Don Taramelli ne da' notizia alla folla ancora numerosa. Si, e' davvero una striscia di colore sanguigno vivo quella che si vede, a forma di fiamma rovesciata, dalla lunghezza di circa 10 mm e dalla larghezza di 2 mm. La voce del miracolo si diffonde in un attimo in paese e nelle frazioni e la chiesa si riempie di gente emozionata e commossa che canta il Te Deum, l' inno della Sacra Spina Exite Filiae Sion e Noi Vogliam Dio.



Un momento della processione della Sacra Spina
Un momento della processione della Sacra Spina
Suonano le campane a distesa e la notizia viene subito portata da alcune staffette a Bergamo al Vescovo Mons. Marelli, a Mons. Bernareggi e agli altri membri della commissione. Alle 2.00 si comincia a celebrare s. messe. All'alba l'Eco di Bergamo esce in edizione speciale portando la novella in tutta la provincia. I treni che salgono a San Giovanni sono strapieni e cominciano ad arrivare anche numerosi autobus. Verso le 10.00 fanno il loro ingresso in chiesa mons. Marelli e i membri della commissione. La reliquia viene esaminata attentamente e ripetutamente e viene stilata una relazione dove si parla di "una macchia rosso sanguigna, di forma piramidale con l'apice in basso. Questa macchia non si e' riscontrata nelle precedenti 2 costatazioni ed oggi appare per la prima volta".  Nel corso di quelle ore e di quei giorni, come si puo' costatare anche dalle descrizioni, la macchia di sangue ando' soggetta a diverse trasformazioni. Prima a forma di fiamma, poi piramidale, poi triangolare. Variazioni si osservano anche nel tono del colore.

Ma particolarmente insolita fu la durata del fenomeno perche' l'arrossamento fu notato ancora per diversi mesi a seguire. I fatti della sera di Pasqua ebbero un' eco grandissima anche fuori provincia. Si calcola che nelle due settimane seguenti alla fioritura siano arrivato a San Giovanni Bianco piu' di 200.000 pellegrini, a una media di 15.000 al giorno.
La Ferrovia della Valle Brembana si affretto' ad istituire corse straordinarie, ben 24 tra andata e ritorno nelle 2 Domeniche successive al prodigio. E moltissimi erano anche quelli che in segno di penitenza arrivavano a piedi. La chiesa rimase aperta ininterrottamente giorno e notte per 2 settimane, con lunghe file di fedeli incanalati in un percorso obbligato con breve sosta davanti al tronetto su cui la Sacra Spina era esposta. Domenica 10 Aprile fu organizzata una festa di ringraziamento con fiaccolata, fuochi artificiali e grandi falo', che vide la partecipazione di oltre ventimila persone (novemila delle quali giunte in Ferrovia).
E i pellegrinaggi continuarono nelle settimane successive, provenienti da tutta Italia: da localita' della Lombardia, dal Veneto, del Piemonte ma anche da Genova, La Spezia, Firenze, Orvieto, e fin da Trapani. Un'altra festa di ringraziamento fu celebrata il 5 Ottobre dello stesso anno. Vi partecipo' e vi tenne un discorso Mons. Angelo Roncalli, al tempo Nunzio Apostolico in Bulgaria e poi, dal 1958 al 1963, Papa Giovanni XXIII.


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