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Santa Brigida, dalle origini all'epoca feudale
Il primo riferimento storico alla Valle Averara risale all'anno 917. In un documento vi appare il nome di Abraria, indicata come localita' di orgine del padre di un diavolo: "Benedictus diaconus ordinarius de infra civitate Bergamo et filius quondam Giseverti de Abrara". Questo nome e' la prima testimonianza in assoluto per quanto riguarda una localita' della Valle Brembana, non e' riferito all'attuale comune di Averara, bensi' all'intera Valle Averara con i comuni di: Averara, Santa Brigida, Cusio, Ornica, Cassiglio, Olmo, Mezzoldo.

Sulle origini dei primi insediamenti umani in valle non esiste una documentazione attendibile, tuttavia e' opinione comune che i primi abitanti siano giunti dalla vicina Valsassina, come proverebbero la presenza di toponimi identici nelle due valli: Bindo, Carale, Gero, Muggiasca.
Lo stabilirsi dei primi nucclei abitativi in queste vallate dei due versanti orobici, cosi' come Valtorta e in Val Taleggio, potrebbe essere avvenuto in seguito alle invasioni barbariche e in particolare quelle dei Lomardi (VI secolo), che costrinsero gli abitanti delle citta' e della campagna lombarda a cercare scampo in luoghi piu' remoti. Da qui il sorgere della prima comunita' civile e religiosa, facente capo alla pieve di Primaluna, e poi il consolidarsi di nucclei sparsi, distribuiti nelle suddette vallate.
La chiesa di Santa Brigida
L'edificio originario venne eretto forse prima del Mille da una comunita' di monaci benedettini che lo dedicarono alla badessa Brigida, padrona d'Irlanda, fondatrice di monasteri e comunita' educative. Questi monaci benedettini provenivano dalla Valsassina, al pari di buona parte degli abitanti della Valle Averara. L'evoluzione architettonica dell'edificio e' passato atraverso varie fasi, tra cui l'ampiamento avvenuto nela seconda meta' del Quattrocento.
Chiesa Antica di Santa Brigida
Della primitiva costruzione rimangono importanti tracce nelle forme architettoniche e nei dipinti di quella attuale, la cui fisionomia e' risultante della trasformazione radicale, avvenuta nella seconda meta' del Quattrocento. La chiesa e' a una sola navata, divisa in cinque campate a senso acuto, sorrette da pilastri in pietra. La copertura e' a capanna sostenuta da travi in legno policromo decorate e da un assito a vista. Due balaustre in marmo policromo separano la navata dal presbiterio, la cui volta e' decorata da stucchi settecenteschi. Il campanile, a cuspide piramidale, ha la base parzialmente inglobata nella chiesa e presenta una piccola cella campanaria a quattro aperture. All'esterno si apre un vasto porticato coperto dallo spiovente del tetto della chiesa e sorretto da tre piastri e quasi interamente decorato da affreschi. Gli affreschi che decorano il portico e che risalgono alla prima meta' di quel secolo, apparterebbero alla chiesa originaria, come indicherebbe la loro disposizione.
Interno della Chiesa
Essi coprono infatti la meta' inferiore della parete e la linea superiore dei riquadri sembra coincidere con la linea del tetto preesistente.Il ciclo di affreschi che adorna il portico e le pareti interne dell'antica chiesa di Santa Brigida e' uno dei piu' completi e pregevoli tra i tanti che si possono ammirare in diverse localita' della Valle Brembana.
Dominazione Napoleonica (1797-1815) e Austriaca (1815-1859)
La dominazione Veneta, durata tre secoli e mezzo, ebbe fine nel 1797 e anche per la Valle Averara inizio' il breve ma intenso periodo di cambiamenti sul piano amministrativo socio-economico determinati dal regime napoleonico. L'assetto territoriale della valle subi' una serie di trasformazioni iniziate nel 1797 con l'inclusione di tutti i comuni nel cantone di Piazza, uno dei quindici in cui era stato suddiviso il territorio provinciale nell'ambito della Repubblica Bergamasca. Nello stesso anno, a seguito della costruzione della Repubblica Cisalpina, l'Alta Valle Brembana fu per qualche tempo inserita nel dipartimento dell'Adda e dell'Oglio, gravitante verso la Valtellina, ma nel 1798 venne aggregata al VII distretto denominato "Sorgenti del Brembo", con capoluogo Piazza e inserito, nel dipartimento del Serio.Gli statuti e i privilegi, che avevano regolato per secoli la vita della valle, vennero aboliti; la stessa sorte tocco' alla societa' degli originari e al consorzio della Misericordia che divenne comunale. In quel periodo Santa Brigida contava  di 518 abitanti. L'instaurarsi della dominazione austriaca, inizialmente accolto dai piu' come una liberazione dal troppo oppressivo regime francese, non determino' significativi cambiamenti nel sistema amministartivo locale.
il versante occidentale dell'Alta Val Brembana in una carta del 1718
Le imprese fiscali non vennero alleviate, il controllo poliziesco fu addirittura intensificato e l'accentramento burocratico tolse gran parte della discrezionalita' ai governi dei singoli comuni. Nemeno la situazione socio-economica cambio' apprezzabilmente. Alla penuria alimentare che aveva caratterizzato gli ultimi anni del periodo francese si aggiunge negli anni 1816 e 1817 una grave epidemia di tifo petecchiale che colpi' tutta la provincia e imperverso' anche in Valle Averara e in primo luogo a Santa Brigida. In questi anni si acui' la crisi del settore minerario e metallurgico. Nell'intento di valorizare i manufatti ferrosi della Carinzia e della Stiria, il governo austriaco impose forti dazi sulle esportazioni del ferro nelle valli bergamasche e bresciane che si videro cosi' costrette a ridurre la produzione. Da qui l'accrescersi delle difficolta' del settore, gia' sensibili in epoca napoleonica.
Tratto dal libro "Santa Brigida e l'Antica valle Averara" di Tarcisio Bottani