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Arte a Valnegra
Adorazione dei Re Magi
Olio su tela, cm 166x137, di ignoto all'inizio del secolo
XVI. Si trova nella chiesa parrocchiale di Valnegra nel coro dal lato del
vangelo. Nel 1676 si trovava all'altare del Rosario, sotto la "Pala del
Ceresa". Venne probabilmente portata nel coro con il rifacimento del 1835-1838.
Nel 1859 necessita di restauri. L'opera forse di scuola tedesca del XVI
secolo, e' di impianto quattrocentesco ed e' forse la piu' interessante
della chiesa e meriterebbe uno studio approfondito. Sullo sfondo di un
paesaggio alberato e di un cielo in cui sembra esplodere una cometa, l'ossatura
lignea di un edificio con archii in pietra, dietro la quale si intravedono
il bue e l'asino, ripara la Sacra Famiglia. San Giuseppe e' in piedi sulla
dx. la Madonna seduta, regge il bambino rivolto verso un magio barbuto
inginocchiato; un altro col turbante e' in piedi dietro al bambino, mentre
Gaspare si gira a sinistra a guardare un uomo armato che fuori dala
capanna, si vede solo di spalle. Sopra la spalla sinistra di questo
compare una testa d'uomo barbuto con cappello, forse un autoritratto del
pittore.

Pala del Rosario
Olio su tela, cm 166x131, di Carlo Ceresa (1609-1679), firmato e
datato 1640. Fu realizzata per l'altare del Rosario, al quale era eretta
la confraternita omonima, dove la troviamo nel 1699. Tutto intorno alla
pala e' dipinta, come in uno stendardo, una cornice con formelle
ornate da volute e collegate da fiori e foglie di rose, nelle quali sono
rappresentati i Quindici Misteri e, in quella centrale in basso, un Adorazione
dei Magi in monocromo verde, molto simile della pala di Carona, pure dello
stesso artista. Partendo dall Iincoronazione, che occupa la sommita' della
tela sopra la testa della Vergine, le quindici scene si susseguono
in senso orario, dall'Annunciazione all'Assunzione, secondo la sequenza
cronologica del racconto evangelico. La parte centrale e' di forma rettangolare
e rappresenta la Madonna col Bambino circondata da angioletti che si baciano
e si abbracciano tra le nubi e quattro santi in adorazione e preghiera.
In primo piano vi sono San Domenico di Cuzman a sinistra e Santa Caterina
da Siena a destra. Il Santo in piviale e triregno a sinistra viene identificato
con San Silvestro papa, quello con corazza e corona regale con Costantino
imperatore. In basso al centro, su un sasso sul quale Santa
Caterina ha deposto il suo giglio : Carlo Ceresi 1640.

Battesimo di Cristo
Olio su tela, cm 166x137, di Pietro (..) della prima metà del secolo
XVII. L'opera richiama quella di Jacopo Palma il Giovane (1544-1628), in
particolare il Battesimo di Cristo nella parrocchiale di Ranzanico e le
e' indubbiamente legata. Il viso di un angelo ricorda le opere del Ceresa.
La pala che nel 1699 si trovava all'altare detto di San Giovanni Battista
o di Sant'Antonio e' quasi certamente questa. Venne portata nel coro con
il rifacimento del 1835-1838. Nel 1859 necessitava di restauri, forse dopo
questa epoca vennero operate le ridipinture, talora pesanti, che l'opera
presenta. In primo piano, il Battista, con la croce e la mano alzata, versa
sul Cristo l'acqua di una conciglia. In alto vi e' una colomba dello Spirito
Santo avvolta da luce e nuvole; a sinistra, dietro Cristo, due angeli pregano.
Madonna col Bambino, San Michele
Olio su tela, cm 262x178, di Antonio Molinari, 1688. Il 1° Marzo 1688
il parroco Don Arrigoni scrisse una memoria in cui diceva di aver fatto
realizzare la pala dell'altar maggiore della chiesa di Valnegra raffigurante
la Madonna con San Michele, San Giuseppe e Sant'Anna, suoi "eterni padroni
e avvocati", costata 102 ducatelli piu' il telaio, opera dell'eccellentissimo
pittore veneto Antonio Molinari, che era di maggior grido a' nostri tempi.
Presenta una composizione insolita per quanto riguarda la distribuzione. Al centro vi e' San Michele con la spada sguainata e la bilancia nell'altra
mano che sovrasta il demonio. A sinistra in primo piano San Giuseppe con
il bastone fiorito guarda verso l'alto dove dalle nubi la Madonna si volge
verso di lui regendo il Bambino. A destra in secondo piano vi sono Sant'Anna
con due angioletti.
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La Flagellazione
di Cristo
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L'Orazione
nell'orto degli olivi
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Flagellazione di Cristo e Orazione dell'Orto
Olio su tela, cm 240x186 e olio su tela 200x200, firmate Eva .ne
o Zuane Canella, risalgono alla fine del XVII secolo o agli inizi del XVIII.
Nella pala dell'Orazione la firma si trova in basso a sinistra, mentre
nell'altra in basso a destra. Nel 1942 vennero create due cornici per il
collocamento di questi quadri in fondo alla chiesa. La Flagellazione,
molto scura, ha al centro Cristo legato alla colonna con, alla sua destra,
due sgherri ed a sinistra tre.
L'altro quadro presenta, in alto a sinistra, il Cristo al quale un angelo,
da una nuvoletta , porge il calice, mentre al di sotto tre apostoli, fra
i quali San Pietro con le chiavi, dormono. Qualitativamente modesti, i
due dipinti si collocano nel filone della produzione corrente delle Valli
Bergamasche negli anni vicini alla fine del '600. Sono state riscontrate
nelle due tele assonanze con la produzione di Giacomo Adolfi. La struttura
compositiva appare arcaizzante; taluni stilemi utilizzati nei panneggi
e nelle lumeggiature, in particolare nella Flagellazione, potrebbero indicare
qualche conoscenza di una piu' aggiornata cultura veronese, tra Simone
Brentana ed il Balestra, che potrebbe portare ad una dotazione ai primi
anni del '700. L'Orazione nell'orto nel monastero di Santa Grata a Bergamo,
viene riferita come attribuibile al Canella o ad un suo affine.
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