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Vedeseta (m 820) - Sorgente Enna (m 890) - Morterone (m 1150)
Due possibilita': la piu' agevole con l'imbocco di una carrareccia di recente formazione di fianco alla spalla nord del Ponte della Lavina sulla strada provinciale n° 24, m 680, dove si puo' lasciare la macchina. Il percorso, frecce segnaletiche, e' pianeggiante, facile e ombroso e borgeggia il corso dell'Enna, ora discostandosene appena e ora sfiorando il corso d'acqua. L'altra parte della piazza di Vedeseta, m 820: si imbocca la mulattiera in acciottolato che scende prima del monumento dei caduti, cento metri sotto si gira decisamente a destra fiancheggiando una lunga costruzione rurale in parte ancora con il tetto a piöde.
La Valle che dal Ponte di Lavina porta a Morterone
Salti d'acqua del torrente Enna
Si prosegue scendendo presto al guado del torrente Casera; risaliti la strada corre per buona pezza sul piano, pulita, ben marcata da lunghi tratti di muri a secco e fiancheggiata via via  dalle costruzioni rurali delle Casere, un tempo ricche di campicelli terrazzati. Superati i prati in abbandono e un tratto di bosco ricco di lastroni in affioramento, fino a inizio secolo usati per cavarne piöde di copertura dei tetti, si prende poi gradualmente quota e alla Corna rossa, evidenziato dalla presenza proprio sul percorso di un traliccio Enel che nell'emergenza porta corrente a Bergamo a Lecco, il sentiero che scende da Vedeseta interseca quello che parte dal Ponte della Lavina. Che continua sempre in fregio al corso d'acqua. Dopo 45 minuti dalla partenza si incontra il primo ponte, in ferro e in cemento realizzato dopo il 1954 dalla Societa' Orobica, che permette di superare  l'affluente di sinistra, il torrente Bordesiglio.
Sentiero che costeggia il torrente Enna
Ponte in ferro sulla Rémola
Si giunge poi al secondo ponte, che riporta in sponda destra dell'Enna. Duecento metri dopo il ponte sulla destra, ben segnalata, una lieve deviazione porta all'Acqua Rossa, una sorgentina ferruginosa che sgorga proprio di fianco al corso del torrente. Ripresa la strada dopo poco si e' al terzo ponte, munito di protezione solo su un lato, che ritraghetta in sponda sinistra e con il sentiero che sale leggermente in breve si raggiungono i piedi della sorgente dell'Enna. Lo scenario e' di grande suggestione: sotto il sentiero il grande salto d'acqua con profonda marmitta fluviale del fiume latte (pozz de Fum lacc), a ovest le pareti delle montagne si stringono nella gola della Rèmola, il primo tributario dell'Enna, sul versante di fronte una serie di salti e di cascate che tagliano la ripida roccia ci indica la grande caverna seminascosta da cui sgorga abbondante la sorgente dell'Enna.
La Sorgente del torrente Enna
Che merita una deviazione e la fatica dell'arrampicata, non facilissima.  Ai piedi della salita, al di la' della Rèmola, vi e' anche un piccolo posto attrezzato per una sosta in piena natura. Riprendendo il sentiero per Monterone, il percorso comincia a salire decisamente a tornanti, ma poi si spiana e scende a un solido ponticello di ferro e di legno, un tempo piu' precario che aiuta a superare il profondo canyon della Rémola. Poco dopo si esce nei primi pascoli di Monterone : tenendosi bassi rispetto alla cascina ammodernata e con qualche attenzione perche' il sentiero non e' piu' cosi' visibile si cala al fondo della valletta (Enna sèca), la si attraversa e costeggiando una seconda valletta che scende dal paesino si risale alla cascina Carigu', nei cui pressi una grossa dolina, purtroppo riempita, rileva l'ingresso a una grotta (büs del Carigu') che ospita rari insetti cavernicoli; da lì una carrareccia porta a Monterone, il comune piu' piccolo d'Italia, sperso in questa conca suggestiva e solitaria ai piedi del Resegone, dove si arriva in 2 ore e ci si puo' rinfrancare (trattoria).