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Bibliografia realizzata dal Centro Studi Francesco Cleri e dal Centro Storico Culturale Valle Brembana
Il MUSEO ha sede in un edificio seicentesco che ospito' illustri personaggi. Gli oggetti catalogati sono 3.500; gli esposti, suddivisi in una cinquantina di temi e dislocati in dodici sale, sono 2.500. La ricerca dei reperti fu' avviata nel 1970 da un gruppo di appassionati della Valle, spronati da Vittorio Polli.
Raccoglie testimonianze di carattere religioso, in particolare una collezione di affreschi recuperati in Val Brembana, una raccolta di dipinti tavole e tele sopratutto di autori locali, sculture e indumenti sacri. Nelle ampie sale si trovano anche numerosi ferri antichi, un'infinita'di oggetti appartenenti alle molteplici devozioni popolari, una raccolta di campane e pietre di manufatti della Valle.
Museo Parrocchiale - Organo attribuibile ai Fedrigotti 1686..
Il coro Fior di Monte di Zogno vuole essere un grande richiamo alla montagna con i nostri tipici canti...
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Cenni Storici Zogno
Situato nella posizione inferiore della Valle Brembana non lontano da San Pellegrino Terme. Zogno con i suoi 9.036 abitanti e' il centro piu' popoloso della Valle Brembana ed il piu' importante dal punto di vista economico ed amministrativo. Caratteristico il centro storico con i suoi stretti vicoli e le sue piazzette su cui si affacciano botteghe e palazzi signorili come Villa Belotti (dove visse lo storico Bortolo Belotti, autore della Storia di Bergamo e dei Bergamaschi) e Palazzo Rimani. In alto, in cima ad una larga scalinata, la' dove in epoca medioevale sorgeva un castello, ecco quindi la parrocchiale di San Lorenzo, ricca di dipinti di notevole pregio come l'Adorazione dei Pastori di Palma il Vecchio. Zogno e' anche centro culturale di prim'ordine ed offre la possibilita' di visitare due musei di grande interesse. il Museo della Valle, di carattere etnografico, al cui interno troviamo anche una sezione archeologica, e il Museo di San Lorenzo, che raccoglie testimonianze di carattere religioso. In ogni epoca storica il paese ha sempre svolto una funzione di centralita' rispetto al resto della Valle. Sul suo territorio sono state rinvenute le prime testimonianze della presenza umana nell'area brembana, a Zogno aveva sede il vicario della media valle in epoca viscontea e veneta e sotto la dominazione francese divenne il capoluogo di tutta la valle. Questo ruolo di centralita' appare attualmente anche sul piano delle attivita' economiche, essendo in grado di soddisfare gran parte delle esigenze commerciali e di servizio della comunita' brembana. Fanno corona al capoluogo, nel verde delle sue alture, numerose frazioni come Poscante, luogo d'origine del bandito Paci' Paciana, Endenna, Stabello, dove nacque il poeta dialettale Pietro Ruggeri, Grumello de' Zanchi, patria degli omonimi pittori, Miragolo e Spino al Brembo.

Molte di queste contrade furono comuni autonomi fino all'inizio di questo secolo e conservano tuttora testimonianze artistiche e architettoniche di notevole importanza. Di rilievo il convento di Romacolo (XV secolo) che mantiene evidenti, nel chiostro e nel campanile a cuspide conica le linee originarie. Da vedere anche la chiesa dell'Assunta a Grumello de' Zanchi, con tele di Antonio Zanchi e un polittico di Francesco Rizzo da Santa Croce. Il nucleo primitivo sorse quasi certamente dove si e' poi sviluppato il centro del borgo. Del "Fundo aunio" si hanno notizie in documenti del secolo XII, cosi' pure della divisione tra ZOGNO alto (Sonzogno, summum, Zonium) e ZOGNO basso (Inzogno, Inzum, Zonium), nonche'della chiesa di San Lorenzo . Del Comune di Zogno si ha notizia del secolo XIII . E' accertata l'esistenza di un Castello nella parte alta, dove e' ora la chiesa parrocchiale, luogo dominante , di evindentissima importanza militare , l'assetto Veneto assegno nel secolo XV a ZOGNO il cariato della Val Brembana inferiore, mentre riconobbe la funzione del paese nella struttura amministrativa del territorio.
Il suo mercato assunse rilievo per i commerci della Valle Nel 1488 ebbe inizio la costruzione della Chiesa e del Monastero di ROMACOLO, sulla sponda sinistra del fiume BREMBO. La spinta decisiva allo sviluppo di ZOGNO fu data dalla strada PRIULA 1592/ 1593). Alla fine del 500, secondo la ricordata relazione del Capitano da LEZZE, ZOGNO contava 444 abitanti . La vita economica di quel tempo non era intensa: agricoltura di montagna, pastorizia e industria che si riduceva alla filatura della lana, del lino e della tessitura dei panni. Nel 1797 scoppia la rivoluzione a Bergamo e viene abbattuto e infranto il Leone di San Marco (Repubblica Veneta) che per anni aveva protetto la nostra terra , e viene proclamata la Repubblica Bergamasca, subito sostituita dalle due Repubbliche Cisalpine e con Napoleone si ristabilisce il dominio francese sull'Italia. Zogno durante il periodo dell'influenza francese vede piu' riconosciuta la sua importanza e diviene capoluogo della Valle Brembana.
Zogno, alla fine dell'800
Successivamente alla caduta di Napoleone e al congresso di Vienna, Zogno come tutta la lombardia, conosce la dominazione Austriaca (1814 - 1859). L'annessione allo stato sabaudo crea un vuoto di potere che da' vita al triste fenomeno del brigantinaggio. E in questi anni un'epidemia di colera che miete molte vittime e porta tutti i padri di famiglia ad un pubblico solenne voto per se' e per i loro discendenti, di celebrare in perpetuo come giorni festivi di precetto il 10 Agosto (Festa di San Lorenzo) e il 16 dello stesso mese (Festa di S. Rocco). Dopo la costituzione del Regno d'Italia, la cittadinanza di Zogno si dimostra liberale e nello stesso tempo patriotica tant'e' che nel 1866 alla ripresa della guerra con l'Austria troviamo alcuni zognesi schierati nell'esercito di Garibaldi e altri nell'esercito regolare. La vita zognese di quel tempo era comunque quella di un centro operoso, ordinato e vivace, con le piccole rivalita' di ogni paese, vinte peraltro da un solidale sentimento di superiorita' collettiva. Modesti i divertimenti: il teatro, la nota banda musicale, in primavera e estate le Sagre, il gioco della palla sul Piano del Maglio; in autunno i roccoli, d'inverno i burrattini con il glorioso "Gioppino" e anche un certo diffuso amore per le osterie. Quanto all'economia del paese e' tipicamente montana e alimentata da una notevole emigrazione stagionale in Francia. Del resto scomparsa l'industria della lana e ben presto anche quella della seta, accanto a quella permanente della carta era sorta una notevole produzione del cemento con cave verso Sedrina e forni ad Ambria.
Nel 1857 viene scoperta "La Fonte del Carmine" di acque ferruginose e viene costruito un piccolo stabilimento in localita' Boer, ma purtroppo poco dopo la fonte si esaurisce. Verso la fine del secolo Zogno si arricchisce di nuove civili istituzioni e utili opere pubbliche: 1861: si apre al transito la strada dai ponti di Sedrina alla Valle Taleggio; 1882: viene fondato l'asilo infantile Cavagnis in contrada furietti; 1898: a Zogno esiste un servizio di acqua potabile ed inoltre dotato di un lavatoi pubblici ed energia elettrica; 1903: viene costruita lungo le rive del Brembo la seconda centrale elettrica; 1907: la ferrovia e' funzionante fino a San Giovanni Bianco e nel 1919-1924 fino a | Piazza Brembana. Sempre nel 1907 viene fondata la Manifattura Valle Brembana.
Nel 1915 scoppiava la grande guerra nella quale l'Italia entra a fianco di Francia e Inghilterra. Zogno diede il suo contributo di valore e di sangue. Ben 58 nostri giovani muoiono di ferite, malattie o incidenti di guerra. A loro memoria viene eretto il Monumento dei Caduti disegnato da Bortolo Belotti. Con gli ordinamenti fascisti, introdotti nel dopoguerra, vengono soppresse le elezioni amministrative, il consiglio comunale ed i sindaci e vengono istituiti i Podesta' di nomina governativa e con ampi poteri amministrativi. Fra i podesta si ricorda Carlo Trezzi in carica dal 1933 a cui vengono attribuite notevoli opere pubbliche e la conseguente trasformazione del centro del paese. Nel 1920 gli antichi comuni di Poscante, Endenna, Stabello, Spino al Brembo e Grumello dŤ Zanchi, vengono a far parte del comune di Zogno. In seguito a questo accorpamento la popolazione aumenta e nel 1931 risulta essere di 6.811 abitanti. E' il Giugno 1940 e lo Stato fascista dichiara guerra a Francia e Inghilterra alleandosi alla Germania. Scoppia la 2^ guerra mondiale; una guerra dura, inutile, lunga, ma sopratutto ingiusta. L'alleato ad un certo punto decide di occupare anche l'Italia e diventa nemico, ma nonostate tutto la Repubblica Sociale Italiana si schiera coi nazisti. Contro questi si costituiscono le formazioni partigiane che vedono dalla loro parte la maggioranza della popolazione. Nella nostra Valle la Resistenza e difficile. Dalla Val Taleggio alla Val Serina, dall'Alta Valle dell'Ubione si susseguono gli attacchi dei partigiani coi fascisti. Dopo 5 lunghi anni, grazie all'intervento degli Americani, nel 1945 arriva la liberazione della Val Brembana e di Bergamo. La guerra costa alla Valle Brembana ben 164 uomini di cui la meta' caduti o dispersi in Russia. L'immediato dopoguerra vede un lento ma costante tentativo di rinascita. Per piu' di un anno il problema disoccupazione e' ancora presente, per cui moltissimi giovani, e reduci sono costretti ad emigrare in cerca di lavoro, una via crucis che durera' per 20 anni. Rilancio e rinascita sono una dura conquista. Le industrie in Valle aumentano gli organici ma i disoccupati sono troppi. Edilizia, Artigianato e Commercio riprendono quota con una ripresa lenta ma continua. Molti capannoni e officine a conduzione famigliare e artigianale nascono e si sviluppano negli anni 50/60 diventando con gli anni delle efficienti e competitive fabbriche. Anche l'agricoltura da' qualche segnale positivo.