Storia della Val Brembilla - Val Brembana Web
Altitudine 417 metri s.l.m.
Lat. 45°49'23"16 - Long. 09°35'48"84
Municipio: Tel. 0345.98064
Misure: superficie 20,91
Val Brembilla, 20,0 km da Bergamo

Storia della Val Brembilla - pag.1

L'episodio piu' famoso nella storia della Valle Brembilla risale al 1443. E' di quell'anno la decisione di Venezia di "cacciare" dalla loro terra i brembillesi, ghibellini accaniti e sostenitori del nemico milanese. Case, stalle e roccaforti furono completamente distrutte, cancellato qualsiasi segno di vita, e tutti i brembillesi dovettero lasciare la loro valle trovando rifugio nel Milanese, grazie all'accoglienza loro offerta dai Visconti. A ricordo delle loro origini, quasi tutti gli esuli presero il cognome Brambilla, oggi uno dei piu' diffusi nell'alta Italia e divenuto con il tempo simbolo di laboriosita' ed intraprendenza. Da qualche tempo e' sorta anche un'associazione dei "Brambilla" che periodicamente tornano a far visita al loro paese.

Il Centro del Paese di Brembilla
L'antico centro del paese di Brembilla non coincideva con l'attuale, ma era localizzato piu' a sud ed aveva il suo fulcro in Piazza Vecchia, che costituiva infatti il cuore di Brembilla e aveva in se tutte quelle attivita' anche extra-contadine, fondamentali per la vita del paese. I primi segni dopo la Cacciata del 1443, si riscontrano nei fabbricati attigui al porticato all'angolo di Piazza Vecchia: all'interno di una di queste case e' scolpita su di una pietra dello stipide la data "A.D. 1545". All'esterno delle abitazioni si apriva una piazzetta in risöl da dove partiva la mulattiera che raggiungeva, attraversando la contrada, la parte bassa dell'attuale scalinata Tridentina, per poi salire verso il sagrato della chiesa.

Anche le case che si affacciano sulla scalinata facevano parte del primo nucleo della contrada e hanno ospitato nei secoli l'aula consiliare dove si riunivano i sindaci. Sempre in questo nuccleo abitativo trovavano posto due taverne, di cui una: "La Taverna del Forno" risale al 1600. Nei palazzi del centro di Brembilla erano situate molte attivita' ed esercizi importanti; nel primo palazzo dell'attuale via Marconi, durante la dominazione Austriaca, c'era la sede del comando e l'ufficio della posta. Sul lato opposto della piazza, uno dei caseggiati piu' antichi ospitava "La Trattoria del Giardinetto", vino, sale, tabacchi, e la Banca agricola. Il Centro fino alla fine del 1800, vantava una cinta muraria, che affiancava le case di Piazza Vecchia e proseguiva salendo fino alla chiesa e al vecchio cimitero. Nel 1830 Brembilla, con 115 abitanti, era per densita' abitativa seconda a Cadelfoglia (167), ed era pressoche' popolata come la sola contrada di Catremerio di Qua

Dei 28 nuclei famigliari presenti, sedici esercitavano la professione contadina. Nella contrada l'attivita' impegnava molti uomini, e poteva contare su: fabbri, osti, cucitrici, guardia comunale, calzolai, speziaro, maestra, perito e studente; cio' dimostra come il centro fungesse anche da punto di riferimento per le attivita' non prettamente agricole. Nel centro storico abitavano pure due famiglie possidenti, gli Ambrosioni, oltre che essere proprietaria di quasi tutti gli abitati, possedeva anche buona parte dei terreni prativi che si estendevano sul restro della contrada.

La presenza di famiglie ricche e di uomini di professione diversa dal contadino hanno favorito uno sviluppo ed una cura maggiore delle abitazioni. Infatti i palazzi, in special modo quelli raggruppati intorno alla piazza, mostrano segni di cura e raffinatezza superiori alla periferia, essendo costruiti con sassi arrotondati, probabilmente prelevati dal fiume. Piu' che di case siamo in presenza di palazzi a due o tre piani, segno di un diverso stile di vita. Le stalle invece trovavano posto nei seminterrati dei palazzi e nei terreni limitrofi dove i contadini si recavano per svolgere le loro mansioni. Le stalle della contrada venivano utilizzate anche dai numerosi "Cavalanti" (Carrettieri), che si fermavano per riposare e per caricare i carri, dato che Brembilla era il centro dei commerci della valle; oggi sono ancora visibili sulle pareti delle case gli anelli utilizzati per la sosta degli animali.

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Documentazione tratta da "Brembilla e le sue 141 Contrade" di Alessandro e Cristian Pellegrini