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Cima piramidale che rorge a nord/est dei Piani di Artavaggio, il Monte Sodadura campeggia tra il Monte Aralalta, la Cima di Piazzo e lo Zuccone dei Campelli..
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Rifugio Nicola Rifugio Nicola
Il Rifugio Nicola e' situato ai Piani di Artavaggio in alta valtaleggio a quota 1.900 m. s.l.m. posto incantevole con un panorama verso la pianura..
Indice escursioni a Taleggio - Escursioni trekking sentieri percorsi itinerari - PAGINA 1

Un tipico borgo di montagna, piccola e graziosa frazione di Pizzino in Valtaleggio. Oggi il borgo è disabitato e purtroppo molte case sono ormai ridotte a poco più che dei ruderi, ma è un posto incantato che merita una visita: sembra di essere fuori dal mondo, catapultati indietro nel tempo, poiché per giungere qui bisogna percorrere a piedi una mulattiera che sale in mezz’ora da Pizzino. Fraggio è un tipico esempio dell’architettura minore che si diffuse nelle isolate vallate bergamasche e che per questa ragione è diversa da quella che si può trovare in tutto l’arco alpino; inoltre è una importante testimonianza della civiltà rurale del nostro Paese. La parte sinistra della scena è stata completamente inventata, poiché le case esistenti non si prestavano alla costruzione di un diorama, ma la parte destra è fedele alla realtà e ne costituisce anche una documentazione, poiché nel frattempo la casa-torre che si vede sullo sfondo è crollata quasi interamente. Fraggio fosse molto antica e importante lo si deduce dal fatto che c’era un forno per il pane, un’osteria con tabaccheria, e un tribunale chiamato Pretorio con relative prigioni sotterranee di un metro per due e ognuna chiusa da un cancello di ferro battuto. Il pretorio decorato da figure e iscrizioni in latino, era anche arredato con scranni di noce. L’Oratorio di San Lorenzo del XV secolo era decorato con affreschi ora andati per lo più persi tranne alcune parti del martirio di San Lorenzo.......


Il Pizzo di Baciamorti tra il Monte Sodadura e il Venturosa... dopo il tramonto ecco l'alba dalla vetta con i suoi 2000 m s.l.m. il duo dei licantropi brembani ora che la maggior parte ha iniziato a lavorare dopo le ferie estive ricomiciano con i reportages, in questo caso molto particolare, per la prima mondiale l'alba dal Baciamorti e non e' da molti visto che il sole e' sorto alle 6.40, immaginate a che ora siam partiti dalla media valle.. pero' ne valeva la pena non credete?.....


Un tour taleggino pomeridiano in cerca di colori autunnali, salendo da Pizzino, Cà Bonetto, Cantolt, Fop, Saltarino, Piazza di Cavai, giungendo alla Forcella di Artavaggio, Piani di Artavaggio parzialmente innevati. Scendo al nuovo invaso per l'innevamento artificiale dove sono in corso gli ultimi lavori di movimento terra. Proseguo per la Casera Maestrino percorrendo tutto il lungo tratto aperto e super-panoramico a cavallo della Val Taleggio e della Valsassina passando la localita' Sella fino ai pascoli di Prato Giugno. Molte le baite e stalle in questo tragitto, alcune sono state col tempo sistemate e vengono occupate nei periodi estivi; altre (molto vecchie) cadono in rovina e appaiono come veri e propri ruderi......


Finisce l'estate e mentre tutti rientrano alla routine lavorativa il duo Alvin&valanga si mobilita sulle vette orobiche per riprendere i colori di albe e tramonti.. non vi dico a che ora siamo partiti da San Giovanni, non ci credereste, con il rischio pioggia lungo il percorso.. la lunga ascesa era accompagnata da fulminazioni continue dalla pedemontana e la parte est della regione, ma il duo non si perdeva d'animo e dalla vetta piramidale del Sodadura riprendeva i colori dei raggi del sole tra le nuvole che spuntava dal Pietra Quadra. Come direbbe l'Alvin.. bona la prima... ma sicuramente ne seguiranno altre sempre e esclusivamente dalla zona Orobica......


Ci sono giornate nelle quali si fatica a trovare una meta alpina stimolante e altre, ben più rare, nelle quali sai già che ogni posto è buono. E anzi vorresti essere in una decina di luoghi contemporaneamente. Domenica era una di queste: la neve di fine maggio creava contrasti esagerati col verde dei prati e dei boschi a basse quote. La zona del rifugio Gherardi l'avevo visitata in un paio di occasioni senza riuscire ad apprezzarla appieno. Nonostante che la sua bellezza venisse pubblicizzata in lungo e in largo, non ero riuscito a coglierla. Naturale che avessi l'intenzione di riprovarci e per l'occasione mi ero disegnato un giro un po' particolare che toccasse le cinque (e più) particolari baite che arricchiscono la zona.........


Archiviato con successo anche questo raduno in Valle Taleggio, nonostante le previsioni meteo davvero avverse hanno scoraggiato molti dei partecipanti. Solo la tenacia di chi ci ha creduto è stata ripagata da una giornata abbastanza gradevole anche nelle temperature e con il sole che faceva capolino fra le nuvole e rischiarava le cime imbiancate delle nostre Orobie, creando uno scenario davvero suggestivo. 37 i cicloescursionisti iscritti, provenienti da diverse provincie, attrezzati a dovere per affrontare questa bella e abbastanza impegnativa cicloescursione. Dopo le dovute raccomandazioni, si decide di salire tutti in gruppo sul percorso un po' più ripido ma più breve e con lo stesso grado di difficoltà tecnica per non approfittare troppo della clemenza del tempo e incappare in qualche temporale pomeridiano. Dopo le foto di rito, attraversiamo il centro di Sottochiesa e saliamo fino a Pizzino, grazioso borgo arroccato su uno sperone di roccia, seguendo le indicazioni per rIfugio Gherardi e al bivio saliamo la sterrata di recente costruzione che attraverso boschi e pascoli, raggiunge i Piani di Artavaggio.......


Con Alvin approfittiamo della bella giornata di sole per alzare un po' il tiro dei nostri trekking-tour per monti e valli orobiche. Partenza da Capofoppa alle 7.30 per il Rif. Gherardi sul sentiero classico, rifugio inspiegabilmente chiuso!! ma come con tutti gli escursionisti che ci sono in giro!!! mha va be, rinunciano al caffe' e si prosegue per l'ex Rif. Cesare Battisti salendo per il sentiero che porta direttamente al Passo di Sodadura passando per la casera di Aralalta. Ci sono molti canali di traverso innevati e con non poche difficolta (neve a tratti molle che si sprofonda fino al ginocchio) superiamo e attacchiamo l'ultimo tratto della cresta est del Sodadura. A mezzogiorno ci si ferma a pranzo al Rif. Nicola e si ritorna per la strada agrosilvopastorale che parte dall'ex Albergo degli Sciatori fino a Bonetto. Giro abbastanza lungo con molti tratti sulla neve molle, ma ne valeva la pena visto la giornata e la compagnia!!........


solito giro pomeridiano con meta il rifugio Gherardi... arrivati però a Quindicina una brutta sorpresa... nessuno era passato per il sentiero classico, l'unica pista battuta risaliva la strerrata per i piani dell'Alben. Partenza da Pizzino ancora parecchia neve sulla strada che sale a Quindicina.... ecco le foto.............


L'ultimo week-end di febbraio ha portato consistenti nevicate sulle Prealpi Orobiche, lo confermano i 61 cm di neve fresca caduti tra giovedì 21 e lunedì 25 febbraio e misurati presso la Stazione Meteo della Rete CML di Peghera di Taleggio posta a 800 m s.l.m.. Complessivamente a partire dalla precoce nevicata del 28 ottobre fino ad ora sono scesi ben 191 cm di neve, tant'è che nelle zone poco esposte come le ex piste da sci di Peghera il manto al suolo si attesta sui 90 cm. I rovesci nevosi di lunedì 25 hanno portato gli ultimi cm di neve (utilissimi per sbiancare anche quanto "sporcato" dalla salagione delle strade i giorni precedenti) e sono stati seguiti nel pomeriggio da ampie schiarite che hanno favorito un buon calo notturno delle temperature..........


E dopo il nivo-tour della Valserina, oggi, sempre con il caterpillar Alvin ci spostiamo nella bella Valtaleggio, sopra Pizzino tra i borghi rurali con il "mantello bianco".. al Monteruccio, il Fraggio e l'Oratorio di Salzana, un giro ad anello con partenza da Pizzino centro. Manto di circa 25 cm di neve fresca, in certi punti con la neve vecchia si arriva anche al mezzo metro sulla quota di 1000 m s.l.m.. un bel giro in zone gia' conosciute e fotografate ma con sempre fascino...........


Si dice che l’appetito vien mangiando e, mi sa, che anche la voglia di camminare viene camminando, altrimenti non saprei spiegarmi da dove viene la voglia e la determinazione per effettuare una cavalcata come questa. Lasciamo l’auto nel piccolo parcheggio dove parte la strada che conduce a Fraggio e, alle 7.00 precise, ci incamminiamo in direzione della località Bonetto dove prendiamo la “bellissima” strada che ci porta ai Piani di Artavaggio e quindi al rifugio Nicola. Qui pausa caffè prima di incamminarci verso lo Zuccone dei Campelli. Per un bel tratto seguiamo le tracce di qualche scialpinista , ma poi le uniche tracce che restano sono quelle di un camoscio........


Oggi sono solo, visto il bel cielo azzurro del mattino mi viene voglia di andare a calpestare un po' di neve fresca e decido per i Piani di Artavaggio partendo da Quindicina seguendo la stradina che sale dal borgo di Bonetto. Decisione azzeccata perchè la stradina è tutta ben innevata e ci si cammina sopra bene, le ciaspole sono inutili e quindi parto deciso al bel sole. Mentre mi incammino sento che le gambe girano e decido di "tirare" per ritrovare un po' di fiato e di forma per cui vado su di passo deciso e in 1h e 50 minuti sono al Rifugio Nicola! La gionata è ancora stupenda ma verso il Resegone iniziano ad apparire le prime nubi. Per ingannare l'attesa dell'ora di pranzo vorrei salire alla Cima di Piazzo ma rinuncio dopo 2 passi perchè usciti dalla stradina si sprofonda fino a sopra il ginocchio e la salita sarebbe tutta da tracciare, per cui gironzolo un po' a scattare alcune foto............


Dopo la ravanata di domenica oggi sono con Ivan e Dino per un percorso che penso di trovare già tracciato. Partiamo poco soppra Pizzino dove si stacca la strada per Artavaggio e ci dirigiamo verso Quindicina proseguiamo ancora lungo la strada che sale verso il Rif. Gherardi per poi prendere il sentiero che porta verso il Passo Baciamorti. Qui ci ciaspoliamo, la traccia è buona e per lo più portante. Arrivati alla prima baita seguendo sempre la traccia ci portiamo in cresta la raggiungiamo nei pressi della Baita Rudera ma di li a poco la traccia sparisce e ci tocca tracciare sino ad andar a prendere la traccia che dal sentiero dei mughi porta al Monte Sodadura o al Rifugio Nicola. Io salgo al M.Sodadura mentre i soci prendono la traccia che taglia sotto. Ci ritroviamo al Rif. Nicola per un ottimo piatto di cervo con polenta. Ritorno passando per i Piani di Artavaggio e la strada agrosilvopastorale che porta a Pizzino per fortuna ottimamente battuta dal passaggio delle motoslitte..........


Oggi passeggiata tranquilla sui monti della Valle Taleggio in solitaria. Partenza ad un orario "sciallo" (ore 9.00) dal parcheggio dove parte il sentiero per il rifugio gherardi. Lo seguo per la prima parte poi prendo quello che senza troppa fatica porta al Passo Baciamorti. Da qui la lunga cresta fino alle vetta. Proseguo all'Aralalta e scendo alla baita posta ai piedi di questa bellissima montagna per un momento di relax. Proseguo poi alla Bocchetta di Regadur e salgo al Sodadura dalla cresta Est. Quassù mi godo il panorama ed il pranzo e poi giù dalla Sud Ovest in direzione della ciclabile che porta ai Piani dell'Aser. Prima "a caso" nei prati, e poi seguendo un bel tracciolino raggiungo la ciclabile e quindi l'ex rifugio Battisti. Si scende velocemente al Gherardi dove, dopo un bel caffè con rimorchio, si riprende il cammino fino a raggiungere l'auto. Un tranquillo, ma sempre bello e rilassante itinerario ad anello buono quasi tutto l'anno!........


La Grotta delle Clave scoperta dal Gruppo spereologico dei Tassi, una decina di appassionati che passano palmo a palmo tutta la valle Brembana in cerca di grotte e cavita' fin dal 1999. In questi giorni e' possibile visitarla gratuitamente con le esperte guide e con Pio ne approfittiamo; questa cavità inizia con una breve strettoia che dà accesso ad un ampio ambiente decorato da insolite concrezioni; al fondo scorre quasi sempre un modesto corso d'acqua. Al termine della sala la grotta prosegue con passaggi bassi e bagnati sino ad un sifone, che deve essere svuotato con pompa elettrica; cunicoli angusti e sifonanti conducono ad una pericolosa strettoia, imbuto caratterizzato da incoerenti (e incombenti) depositi di ghiaia. Questo passaggio, già disostruito più volte, è stato superato in due sole occasioni: oltre una saletta conduce ad un meandro presto impercorribile..........


Un bel giro ad anello, tempo stabile dopo il vento favonico di ieri ma nebbie che si addossavano ai versanti meridionali delle montagne. Molto bella e interessante la cresta che conduce dal passo Baciamorti sul pizzo Baciamorti : un vero giardino in fiore. E cominciamo con le foto... partendo ovviamente dai fiori........


Da un paio di giorni avevo programmato una giornata montana per riappropriarmi dei colori primaverili. Per l'occasione ho coinvolto il nostro Gino che tuttavia mi ha proposto un tramonto in quota, cosa comunque ambita da tempo ma che avevo conservato nel cassetto in attesa del momento propizio. Partenza programmata per il pomeriggio alla volta del Ponteranica. Considerato il meteo non proprio ottimistico, per non rischiare di non uscire ho voluto assicurarmi una gitarella rilassante in qualche borgo. Quindi senza troppa fretta parto per i prati di Piazzoli lasciando la macchina poco dopo la frazione Lavina (Vedeseta)........