Gli abitanti sono chiamati VALLEVESI - C.A.P.24010 -
Distanza da Bergamo KM 53 - Altitudine slm.1200 m. - Escursioni e Gite:
Monte Cavallo,
Pegherolo,
Cima Lemma,
Passo Tartano - Coordinate: Latitudine 46°1'44"76 - Longitudine 09°44'41"28 - Misure: superficie 14,91 kmq.
Il nome di VALLEVE, sembra derivare dal dialetto VALLEV'
= Valle di LEFE che a sua volta potrebbe avere un origine Gallica, dal
nome LEUFO (Valle di LEUFO). La prima citazione storica risale al 1.181,
i suoi abitanti in tempi remoti si dedicavano interamente alla pastorizia
ed alla cura estiva delle Mandrie che quivi erano portate in alpeggio.

Due date hanno caratterizzato la storia di questo centro
: il 1780 e il 1815. In entrambi i casi furono avvenimenti funesti,caratterizzati
dalla caduta di due enormi valanghe. Nel 1780 la massa nevosa cadde proprio
davanti alla chiesa parrocchiale , entrando nel tempio e facendo diversi
morti; nel 1815, la valanga, caduta nell'alveo del Brembo, sbarro' il corso
del fiume, che straripo' ancora nelle vicinanze della chiesa,facendo danni
e vittime. Superate le strettoie delle ardesie strapiombanti di Branzi,
dove si possono vedere all'opera i cavatori di piöde, la valle torna
ad addolcirsi e si apre in pascoli e abetaie. E' la zona di Valleve, che
in epoca feudale dipendeva dai monasteri di Astino e Pontida, ai quali
i "Capitanei" di Valleve (i Cattaneo di oggi) dovevano riconoscere un tributo
annuo per il reddito delle cave di "piöde" e delle miniere di ferro,
rame e argento. A questo proposito e' curioso annotare che gli abati pensarono
bene di integrare la percentuale di ferro a loro dovuta con altrettanti
pesi di formaggio, sapendo che nel periodo estivo, in cui no si poteva
lavorare in miniera per l'alto tasso di umidita', i valligiani non restavano
inoperosi, ma si dedicavano all'alpeggio. La valle si affaccia dal Passo
di Tartano, dove i Cattaneo avevano uguali interessi per l'uso di pascoli
e miniere. Ancora oggi al Passo di Tartano, dove tra l'altro corre una
linea difensiva approntata nel corso della prima guerra mondiale, il giorno
di San Rocco si celebra un incontro dei valligiani e degli alpeggiatori
dei due versanti. Gli abitanti di Valleve non mancano di partecipare anche
alla festa della Madonna della Neve, la cui protezione e' invocata a salvaguardia
delle valanghe che in passato causarono gravi lutti e rovine.
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